EmersonLake&Palmer - Maurizio Pisati
Ensemble FIARI esegue ZONE-Tarkus
ZONE-Tarkus nasce nel 2003 come doppia commissione dell’etichetta VictorJapan. Due nomi infatti appaiono nel titolo: TARKUS e ZONE.
• E' stato un percorso di vera e propria “traduzione”. A partire dall’ascolto e dall'originale inviato da Keith Emerson, uno spartito pianistico, ogni brano è stato esplorato nelle sue possibilità di specchiarsi in un “altro” organico, acustico, non pop, in alternanza coi brani di ZONEpopTRAIN, il lavoro originale commissionato assieme alla traduzione.
• E' stato un percorso di vera e propria “traduzione”. A partire dall’ascolto e dall'originale inviato da Keith Emerson, uno spartito pianistico, ogni brano è stato esplorato nelle sue possibilità di specchiarsi in un “altro” organico, acustico, non pop, in alternanza coi brani di ZONEpopTRAIN, il lavoro originale commissionato assieme alla traduzione.
• ZONE, a sua volta, é un progetto che nella mia produzione si è concretizzato talvolta in un gruppo e soprattutto in una idea in continua evoluzione, che anche qui ha raccolto in sé tanto le parti originali tanto quelle di Tarkus tradotte.
• La partitura è a moduli e multifunzionale: una versione per l’incisione, una per l’esecuzione integrale e infine la possibilità di considerare ogni brano come a sé stante e operare un scelta, così come avviene questa sera in cui si eseguirano solo le traduzioni.
• Tarkus (clip), di EL&P, raccontava la lotta tra il Tarkus-armadillo-tank e la Manticore, creatura mitica dal corpo leonino, testa umana con tre file di denti e coda spinata: in ZONE-TARKUS la Manticore torna in due aspetti qui di seguito illustrati, uno strettamente compositivo e uno più legato alla contingenza storica. • L’opera di Keith Emerson si è sempre nutrita del catalogo classico e ad alcuni sarà noto come il tema di Tarkus sia in parte ispirato alla musica di Alberto Ginastera, ma qui la storia si capovolge: un organico “classico” si accosta alla sua musica, la Manticore torna, questa volta minacciosa ma, con l’aiuto del nuovo Tarkus sarà portata in zone acustiche e armoniche nuove.
• Questo, forse per coincidenza, ha avuto una eco anche nella realtà del lavoro, ed è l'aspetto storico: durante la composizione si era in tempi -mai conclusi- di nuove guerre e rinnovati assetti internazionali, nuovi invasori e salvatori, sempre gli stessi in scambio di ruoli.
Là i fatti si svolgevano e parallelamente la musica veniva scritta, in quelle terre lontane la nuova storia rovesciava i fronti e anche in questo ZONE-Tarkus l’antico salvatore diveniva minaccia e il pericolo di un tempo era invece la nuova forza. mp
ZONE-Tarkus and ZONEpopTRAIN
• I was asked for two kinds of works for this project: a transcription of TARKUS and a new composition in which I should search for a personal connection with EL&P's and pop music. Following these indications I composed ZONEpopTRAIN, a sort of train-no-trip where
it is not the train that is moving but the landscape itself. The optical effect is very much the same, but the reality should be quite different.
The music is composed in several blocks that freely alternate with ZONE-TARKUS pieces.
• For ZONE-TARKUS I pursue the same personal line that I am always following about "transcription": that is, looking to "translate" as if in a literature way. I call this a "translation" of TARKUS, and it should sound as if it were really written for this new ensemble. I'm aware of the risks involved in declaring this, but I also know my work. It was therefore necessary to make compositional and poetical choices: elements were eliminated, others were enlarged, some were invented. This three-point operation "eliminate-enlarge-invent" (among others) are in any case always connected with the act of composing.
This "translation" explores each piece's virtuosistic and fantastic possibilities in order that they themselves are then reflected in an acoustic ensemble during an uninterrupted dialogue with ZONEpopTRAIN. mp

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