•Quasi un racconto a episodi, radunato e narrato in una sola macchina sonora che, di fronte a noi, anima e distende il proprio respiro. Non l'aspetto “stereofonico” dell'ascolto mi interessa, ma il suono che si propaga dagli Esecutori allineati uno davanti all'altro come un lungo strumento: la musica giunge ora dal fondo, ora dal fronte, ora dall'interno della linea, che si ferma proprio di fronte a noi. Eseguire questa musica significa comunicare senza vedersi, niente attacchi visibili, niente cenni: l'insieme è guidato dal virtuosismo del suonare-ascoltando, solo il respiro comune sostiene la tensione, solo un vero ensemble può respirare così.mp•Almost a tale in more episodes, joined and recounted as a unique sounding machine spreading its breath in front of us. I am not interested in the stereophonic aspect of listening, I ask to the Musicians to stand in line, one after the other and so on, as a long unique instrument: the sound comes sometimes from far, sometimes from nearest. To play this music means to communicate without seeing eachothers, no visible attacks, neither signals or gestures: the virtuousity of "play-listening" drives the music, only the breathing sustains the tension, only a real Ensemble can breath in this way. mp